30/03/2012

Maratona e disabilità: quando le medaglie non sono solo quelle da appendere al collo.

Al Marathon Village abbiamo conosciuto un nuovo mondo: quello dello sport per disabili. Vittorio Podestà - campione di handbike - ha accettato di provare i capi Silver Skin.

Vittorio Podestà, campione e nazionale di paraciclismo, con Luigi Blasi

La partenza della Maratona di Roma 2012 è stato un momento emozionante, colorato e pieno di stravaganti personaggi, oltre 16.000 partecipanti tra cui donne, bambini, anziani e disabili, tutti con un unico obiettivo… correre fino in fondo per guadagnare la medaglia! Si la medaglia… che io da profano consideravo potesse essere regalata come gadget, che invece uno dei tanti maratoneti presenti, dopo aver espresso tutto il suo disappunto per la mia ignoranza su un tema così sacro, mi ha ammonito dicendo che "... chi vuole la medaglia se la deve guadagnare con il sudore, non importa quanto tempo impiega per tagliare il traguardo... ma deve correre!"

Questo è lo spirito che alimenta un Maratoneta, ma di tutte le persone che ho visto passare per le magnifiche vie della capitale, ci sono due immagini che mi hanno colpito maggiormente, entrambe a Piazza di Spagna, incredibilmente diverse eppure così simili tra loro.

La prima è un'immagine di festa, una bimba in braccio alla mamma, riconosce il papà tra tutti i maratoneti ed esulta con le lacrime agli occhi come se fosse stato lui il vincitore… il papà si ferma, le abbraccia entrambe, e forse la sua medaglia d'oro e come se l'avesse già al collo. Poco dietro di lui, ansimante e stremato, uno dei partecipanti alla gara di handbike, terminata ormai da più di un’ora, che lotta disteso sul suo mezzo... decisamente piccolo per lui, che sembra cercare una rivincita ad ogni bracciata che gli regala un'altro metro verso il traguardo, probabilmente sarà arrivato ultimo, ma sono certo che avrà preso la sua medaglia.

La tenacia è il carburante, quella risorsa che ci permette di raggiungere obiettivi lontani, all'apparenza inavvicinabili, come il nostro Alex Zanardi, che dal 15/09/2001 dopo un tragico incidente, a causa del quale gli furono amputate le gambe sopra il ginocchio, è riuscito a correre e vincere ancora in gare automobilistiche. Nel 2007, dall'incontro con Vittorio Podestà, nasce una nuova passione, una nuova sfida, misurarsi contro il cronometro ed i kilometri, senza l'ausilio dei potenti motori, ma solamente con la forza delle proprie braccia, ed inizia una nuova avventura sportiva nella disciplina dell' handbike, punta decisamente in alto come è nella sua indole e dopo numerosi risultati, tra cui la vittoria della Maratona di Roma del 2012, si prepara insieme all'amico Vittorio e Fabrizio Macchi, per le Paralimpiadi di Londra 2012.

Vittorio lo abbiamo incontrato al Marathon Village. E' venuto a farci visita nel nostro stand dove facevamo conoscere i capi Silver Skin, ed è rimasto colpito dalle caratteristiche dei nostri prodotti, che grazie all'assenza di cuciture sotto le ascelle, evitano i fastidiosi arrossamenti causati dal continuo sfregamento a cui sono sottoposti gli arti superiori degli atleti di handbike. Su nostra richiesta, si è gentilmente impegnato a testare le nostre maglie, con il chiaro intento di strapazzarle per apprezzarne al meglio le qualità, o di scoprirne eventuali punti deboli da potenziare.

Lo sport, il confronto con se stesso, trovare il proprio limite, è molto più che forza fisica, e certamente forza mentale... e il mio pensiero va a coloro che possono correre sulle proprie gambe, a coloro i quali la vita ha donato l'integrità fisica, e magari la sciupano inseguendo falsi ideali, nel baratro della droga e dell'alcoolismo, senza accorgersi che anche loro possono riconquistare la propria medaglia, e con essa la propria vita.

di Paolo Cruciani



Segnala l'articolo








Abbi pazienza, questo è un Captcha: odiamo lo spam.